Martedì, 09 Settembre 2014 02:00

Documento di Consultazione n.9/2014

 Documento Di Consultazione N. 9/2014

Schema Di Regolamento Recante Laggiornamento Delle Disposizioni In Materia Di Investimenti E Attivi A Copertura Delle Riserve Tecniche Di Cui Al Regolamento Isvap N. 36 Del 31 Gennaio 2011 – Artt. 8, 9, 11, 17, 21, 23, 27, 30 Modificati In Esito Al Dl 91/2014 (Cd Dl Competitivita’)

Il Presente Documento Contiene Lo Schema Di Regolamento Recante Aggiornamenti Al Vigente Regolamento ISVAP N. 36/2011 In Materia Di Investimenti E Attivi A Copertura Delle Riserve Tecniche.

Gli Aggiornamenti Oggetto Di Consultazione Scaturiscono Dalle Disposizioni In Tema Di Investimenti A Copertura Delle Riserve Tecniche Recate Dal DL Competitività (DL 91/2014).

Eventuali Osservazioni, Commenti E Proposte Possono Essere Inviate All’ivass Entro Il 3 Settembre 2014 Al Seguente Indirizzo Di Posta Elettronica: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Utilizzando Le Apposite Tabelle Allegate.

Al Termine Della Fase Di Pubblica Consultazione Saranno Rese Pubbliche Sul Sito Dell’ivass:

- Le Osservazioni Pervenute, Con Indicazione Del Mittente, Fatta Eccezione Per I Dati E Le Informazioni Per I Quali Il Mittente Stesso Richieda La Riservatezza, Motivandone Le Ragioni. Il Generico Avvertimento Di Confidenzialità Del Contenuto Della E-Mail, In Calce Alla Stessa, Non Sarà Considerata Una Richiesta Di Non Divulgare I Commenti Inviati;

- Le Conseguenti Risoluzioni Assunte Dall’ivass.

ROMA, 13 AGOSTO 2014 2

SCHEMA DI REGOLAMENTO N. 36 DEL 31 GENNAIO 2011 RECANTE NUOVE DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE LINEE GUIDA IN MATERIA DI INVESTIMENTI E DI ATTIVI A COPERTURA DELLE RISERVE TECNICHE DI CUI AGLI ARTICOLI 38, COMMA 2, 39, COMMA 3, 40, COMMA 3, 42, COMMA 3 E 191, COMMA 1, LETTERA D) DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005, N. 209 - CODICE DELLE ASSICURAZIONI PRIVATE (CAP).

MODIFICHE AGLI ARTT. 8, 9, 11, 17, 21, 23, 27, 30 IN ESITO ALLE MODIFICHE RECATE AL CAP DAL DL 91/2014 (CD DL COMPETITIVITA’)

Relazione Di Presentazione

SCHEMA DI REGOLAMENTO N. 36 DEL 31 GENNAIO 2011 RECANTE NUOVE DISPOSIZIONI CONCERNENTI LE LINEE GUIDA IN MATERIA DI INVESTIMENTI ART. 8, 9, 11, 17, 21, 23, 27, 30

Nel Periodo Giugno-Luglio 2014, l’Istituto Ha Avviato Una Consultazione Pubblica Al Fine Di Ampliare Le Tipologie Di Investimenti Destinabili A Copertura Delle Riserve Tecniche, Tenendo Anche Conto Dei Presidi Di Controllo Interno Aggiunti O Rafforzati In Vista Della Preparazione Al Regime Di Vigilanza Prudenziale Definito Dalla Direttiva 2009/138/UE (Solvency II) Che Sarà Vigente Dal 1 Gennaio 2016. Tale Ampliamento, Inteso A Supportare La Diversificazione Degli Investimenti Delle Compagnie Attraverso La Disponibilità Di Un Più Articolato Dettaglio Di Combinazioni Rischio/Rendimento, Favorisce Altresì Il Finanziamento Dell’economia Reale, Direzione Attualmente Indicata Da Varie Istanze Nazionali E Internazionali.

Il DL Competitività (91/2014)

Durante Il Periodo Di Consultazione Pubblica, Il Legislatore Ha Apportato Modifiche Alla Normativa Primaria Applicabile Agli Investimenti Delle Imprese Di Assicurazione (CAP, Articolo 38, Comma 2) Attraverso Il DL N. 91/2014 (Cd DL Competitività), Sia In Tema Di Cartolarizzazioni Sia In Relazione All’attività Di Concessione Di Finanziamenti Da Parte Di Imprese Di Assicurazione Nei Confronti Di Soggetti Diversi Da Persone Fisiche E Microimprese.

Nel DL Il Legislatore Ha Definito I Presupposti Essenziali Per L’esercizio Dell’attività Di Finanziamento Da Parte Delle Imprese, Attribuendo All’ivass Il Compito Di Definire Condizioni E Limiti Operativi Per L’attività, A Tutela Della Stabilità Delle Imprese Di Assicurazione E, In Ultima Analisi, A Tutela Degli Interessi Di Assicurati E Di Aventi Diritto A Prestazioni Assicurative. Tra I Presupposti Essenziali Per L’esercizio Dell’attività, Il Legislatore Ha Indicato I) Le Caratteristiche Dell’impresa Di Assicurazione Finanziatrice, Cioè La Presenza Di Un’adeguata Patrimonializzazione E Di Un Adeguato Sistema Di Controllo E Monitoraggio Dei Rischi; Ii) L’intervento Obbligatorio Di Una Banca/Intermediario Finanziario Per Selezionare Il Prenditore Di Finanziamenti E Per Mantenere Nell’operazione Un Significativo Interesse Economico Fino Alla Scadenza.

In Sede Di Discussione Parlamentare Per La Conversione Del DL, La Norma Ha Subito Importanti Modifiche Volte A Ridurre L’importanza Del Ruolo Della Banca/Intermediario Finanziario: Lallegato 2 Riporta Il Testo Come Modificato In Sede Di Discussione Parlamentare, Anche Se Non Ancora Pubblicato In Gazzetta Ufficiale. La Presente Consultazione Viene Attuata Sulla Base Di Tale Testo Al Fine Di Velocizzare I Lavori Di Attuazione Di Competenza Dell'istituto. 3

L’IVASS Intende Quindi Procedere Con Questo Documento Ad Una Consultazione Pubblica Relativamente:

I) Alle Condizioni Ed Ai Limiti Operativi Per L’attuazione Dell’attività In Finanziamenti Previsti Dall’articolo 38, Comma 2, Del CAP Come Modificato Dal DL Competitività Emendato In Sede Parlamentare;

Ii) Alle Modifiche Per L’investimento In Cartolarizzazioni Da Parte Delle Imprese Di Assicurazione Conseguenti Alle Modifiche Recate Dal DL Competitività Alla L. 130/1999.

L’IVASS Procederà Poi All’emanazione Del Regolamento 36/2011 Aggiornato Che Terrà Conto Delle Modifiche Derivanti:

I) Dalle Risoluzioni Sui Commenti Pervenuti Sulla Consultazione Avvenuta In Giugno-Luglio;

Ii) Dalle Risoluzioni Sui Commenti Che Perverranno In Relazione Alla Presente Consultazione;

Iii) Degli Emendamenti Necessari Per Tenere Conto Della Definizione Del Recepimento Nazionale Della Direttiva AIFM (2011/61/UE), A Seguito Della Recente Pubblicazione Per Consultazione Della Normativa Secondaria Attuativa Da Parte Di Banca d’Italia E Consob.

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Di Seguito Si Evidenziano Gli Articoli Sottoposti A Revisione.

L’articolo 8 Viene Modificato Per Prevedere Che L’impresa Di Assicurazione Che Intenda Intraprendere L’attività Di Finanziamento Debba Integrare, Ed Inviare All’ivass, La Delibera Sugli Investimenti Con Un’appropriata Descrizione Delle Modalità Con Cui Intende Svolgere Questa Attività. In Particolare, L’impresa Deve Trasmettere Uno Specifico Piano Che Descriva Gli Elementi Dell’attività Stessa, Tra Cui La Modalità Di Attuazione Prescelta (Con L’ausilio O Meno Di Una Banca O Di Un Intermediario Finanziario Nella Fase Di Selezione Dei Prenditori E Con Quale Livello E Modalità Di Coinvolgimento Della Banca/Intermediario Stessa), La Struttura Gestionale Ed Organizzativa Che Intende Porre In Essere Per L’avvio Ed Il Monitoraggio Nel Tempo Delle Relative Esposizioni (Ivi Inclusa La Struttura Informativa A Supporto Della Gestione Dati/Informazioni Sull’attività), La Definizione Di Limiti Specifici Interni Di Operatività, Nel Rispetto Dei Limiti E Delle Condizioni Generali Fissati Dal Regolamento E, Se Del Caso, Dall’ivass Con Provvedimento Di Carattere Specifico.

L’articolo 9 Prevede Gli Obblighi Di Informativa Nei Confronti Dell’ivass Ed I Relativi Poteri Esercitabili Dall’istituto. In Particolare, Si Prevede Che Il Piano Sia Inviato Preventivamente All’ivass Che Lo Valuta Secondo I Criteri Elencati Nell’articolo Stesso, In Relazione Alla Conformità Ai Presupposti Fissati Dal CAP Ed In Relazione Alla Situazione Specifica Dell’impresa Di Assicurazione, Avuto Anche Riguardo Alla Situazione Di Solvibilità Attuale Ed Al Suo Livello Di Preparazione Al Regime Di Vigilanza Di Imminente Entrata In Vigore Ai Sensi Della Direttiva 2009/138/EU (Solvency II).

Per La Valutazione Da Parte Di IVASS Dell’adeguata Patrimonializzazione Dell’impresa Di Assicurazione, Va Attentamente Considerata La Possibilità Che L’attività Di Finanziamento Esercitata Dall’impresa Di Assicurazione Possa Condurre Ad Arbitraggio Regolamentare (Minore Capitale Di Vigilanza) Rispetto Ai Requisiti Prudenziali Vigenti Nel Settore Bancario Per La Medesima Attività. Il Regime Di Vigilanza Attualmente Vigente Nel Settore Assicurativo (Diversamente Dal Futuro Regime Solvency II) Non Prevede Infatti Un Requisito Di Capitale Di Vigilanza Commisurato Al Rischio Degli Attivi Finanziari Detenuti Dall’impresa Di Assicurazione. In Questo Contesto, L’ivass Ritiene Necessario Che La Valutazione Di Adeguatezza Patrimoniale Faccia Riferimento All’esistenza Di Un Sufficiente Surplus Di Copertura Dell’attuale 4

Margine Di Solvibilità, Tenuto Conto Delle Misurazioni Di Assorbimento Di Capitale Da Attuare Nel Quadro Del Futuro Regime Solvency II - Nel Quale È Previsto Un Requisito Patrimoniale Per Tali Investimenti.

Nella Valutazione Del Piano, L’ivass Tiene Conto In Particolare Del Livello E Della Permanenza Temporale Dell'interesse Trattenuto Dall’intermediario/Banca Coinvolto Nella Fase Di Selezione, Nel Presupposto Che Un Interesse Limitato Quantitativamente E Temporalmente Da Parte Dell’intermediario/Banca Richieda Una Particolare Cautela Nell’assunzione Del Rischio Da Parte Dell’impresa Di Assicurazione, Inclusa Un’adeguata Capacità Di Misurazione E Gestione In Proprio Delle Esposizioni.

Nel Caso In Cui Il Piano Non Preveda L’intervento Di Una Banca/Intermediario Finanziario Nella Fase Di Selezione, La Valutazione Del Piano Viene Effettuata In Sede Di Rilascio Dell’autorizzazione Specifica Di Cui All’articolo 30.

All’esito Della Valutazione Del Piano, L’ivass Può Imporre Condizioni O Limiti Quantitativi All’attività Oppure Inibire L’utilizzo Dei Finanziamenti Per La Copertura Delle Riserve Tecniche. L’impresa Non Può Dare Corso All’attività Qualora Non Siano Soddisfatti, A Parere Dell’ivass, I Presupposti Previsti Dalla Normativa Primaria.

Nel Caso In Cui Il Piano Preveda L’intervento Di Una Banca/Intermediario Che Trattenga In Via Permanente Un Significativo Interesse Economico E Soddisfi I Requisiti Illustrati Dagli Articoli 17 E 23 (Classe A2.2) Voci Da A) A G)), Rispettivamente Per La Gestione Vita E Danni, L’impresa Può Dare Immediato Corso All’attività In Finanziamenti Nei Limiti Previsti Dal Regolamento.

Nel Caso Residuale In Cui Il Piano Preveda L’intervento Di Una Banca/Intermediario Senza Che Siano Soddisfatti I Requisiti Previsti Nelle Voci Da A) A G) Dei Menzionati Articoli, L’impresa Può Intraprendere L’attività In Finanziamenti Rispettando I Limiti Specificatamente Previsti Negli Articoli Menzionati, Una Volta Che Abbia Effettuato La Comunicazione All’ivass E Che Sia Decorso Il Termine Ivi Previsto Senza Che IVASS Abbia Espresso Osservazioni (Silenzio-Assenso).

L’articolo 11 Prevede Lo Sviluppo Di Adeguati Sistemi Di Misurazione E Gestione Del Rischio Di Credito. L’articolo Prevede Che Le Valutazioni Ed Analisi Costituiscano Un Supporto Anche Per La Definizione Sia Dei Criteri Di Classificazione Per Qualità Sia Dei Criteri Di Valutazione (Ed Eventuale Derecognition) Dei Finanziamenti/Crediti Nel Bilancio Civilistico, Al Fine - Anche In Questo Caso – Di Evitare O Limitare Al Massimo Il Rischio Di Arbitraggio Normativo Con Le Regole Vigenti In Altri Settori.

Gli Articoli 17 E 23, Rispettivamente Per La Gestione Vita E Danni, Prevedono Nell’ambito Della Macroclasse A2) Prestiti, La Creazione Di Due Specifiche Classi A2.2) Ed A2.3) Nelle Quali Rifluiscono Rispettivamente I Finanziamenti Diretti Ed Indiretti (Tramite Cartolarizzazioni). La Classe A2.2) In Particolare Elenca I Requisiti Al Ricorrere Dei Quali L’impresa Può Operare Senza Attendere Il Pronunciamento Dell’ivass Sul Piano Di Attività. Qualora Tali Requisiti Non Ricorrano E Sia Decorso Il Termine Per Il Pronunciamento Di IVASS, L’impresa Può Comunque Operare, Ma Con Limiti Di Attività Ridotti, Sia Complessivi Che Per Singolo Finanziamento.

In Ogni Caso, Per Gli Investimenti Classificati Nelle Due Nuove Classi È Previsto Un Limite Complessivo Del 10% Delle Riserve Tecniche.

Gli Articoli 17 E 23 Recano Inoltre Una Modifica Alla Classe A1.9) Per Accogliervi Anche Le Cartolarizzazioni “Tradizionali” Prive Del Requisito Di Rating Previsto In Generale Dalla Macroclasse A1): All’ampliamento Della Classe Corrisponde Anche Un Innalzamento Del Limite 5

Ad Essa Applicabile Che Diventa Pari Al 5% Delle Riserve Tecniche, In Luogo Del 3% Precedentemente Fissato. Con Tale Modifica (E Con L’introduzione Della Menzionata Classe A2.3), Si Dà Attuazione Alle Modifiche Apportate Dal DL Competitvità Alla L. 130/99 Per La Parte Relativa Agli Investimenti Delle Imprese Di Assicurazioni In Cartolarizzazioni (Modifiche All’art. 5, Comma 2 Bis Della L. 130/99).

Gli Articoli 21 E 27, Rispettivamente Per La Gestione Vita E Danni, Disciplinano I Rapporti Delle Nuove Classi Create Per I Finanziamenti Nell’ambito Dei Limiti Comuni A Più Classi Di Attività. Si Tratta, In Particolare, Di Tenere Conto Anche Dei Finanziamenti Diretti Ed Indiretti:

1a) Quando L’impresa Considera La Propria Esposizione Complessiva Verso Un Unico Soggetto;

1b) Quando L’impresa Valuta Il Rispetto Del Limite – Previsto Dalla Normativa Europea - Del 10% Delle Riserve Tecniche Per Gli Strumenti Non Quotati.

L’articolo 30 Disciplina I Criteri Per La Valutazione Delle Domande Di Autorizzazione Che L’impresa Deve Sottoporre Ad IVASS In Caso Intenda Operare Senza L’ausilio Di Una Banca O Di Un Intermediario Finanziario Che Selezioni Il Prenditore E Trattenga Un Interesse Economico Nell’operazione. Valgono In Questo Caso Le Medesime Considerazioni Sul Livello Di Patrimonializzazione Già Evidenziate Nell’illustrazione Delle Modifiche All’articolo 9. Proprio Per L’assenza Dell’intervento Di Una Banca/Intermediario Finanziario Nella Selezione Del Prenditore E Della Cointeressenza Nel Relativo Rischio Di Credito, Nella Valutazione Della Struttura Gestionale Ed Organizzativa Dell’impresa, Si Farà Riferimento Alla Presenza Di Un Sistema Di Misurazione E Gestione Del Rischio In Linea Con La Best Practice Del Settore Creditizio E Soprattutto Con Le Corrispondenti Previsioni Prudenziali Vigenti Nel Settore Bancario (Al Riguardo Un Utile Riferimento Sarà Costituito Dall’allegato A Al Capitolo 7 Del Titolo V Delle Disposizioni Di Vigilanza Della Banca d’Italia – Luglio 2013).

In Esito Alla Valutazione, L’ivass Può Rilasciare L’autorizzazione Imponendo Condizioni O Limiti Quantitativi Pari O Inferiori A Quelli Previsti Negli Articoli 17 E 21 Per La Gestione Vita (Ovvero Articoli 23 E 27 Per La Gestione Danni); Ove Non Ricorrano I Presupposti, L’ivass Può Anche Non Rilasciare L’autorizzazione, Motivandone Le Ragioni.

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Si Prevede Che Le Modifiche Che Saranno Definite A Seguito Della Pubblica Consultazione Entreranno In Vigore Con Riferimento Alle Comunicazioni Degli Attivi A Copertura Delle Riserve Tecniche Relative Al Quarto Trimestre 2014.

In Sede Di Emanazione Definitiva Saranno Apportate Le Necessarie Modifiche Agli Allegati Ed Alle Relative Istruzioni Informatiche, Per Assicurare Un’adeguata Informativa Sull’attività In Finanziamenti.

Valutazione Di Impatto

Infine, Con Riguardo Alla Valutazione Dell’impatto Delle Modifiche Proposte, l’Istituto Ha Provveduto Ad Analisi Quantitative Dei Dati Trimestrali Sulla Composizione Degli Investimenti A Copertura Delle Riserve Tecniche Al Livello Di Mercato E Di Singole Imprese, Dai Cui Risultati Si Evince Che I Proposti Interventi Di Modifica Regolamentare Sono Suscettibili Di Produrre Benefici In Termini Di Migliore Selezione Degli Investimenti, Senza Ledere La Stabilità Delle Imprese Né Compromettere La Tutela Degli Assicurati In Presenza Di Adeguati Presidi Di 6

Controllo Interno/Misurazione E Gestione Del Rischio Nonché Di Un’adeguata Patrimonializzazione Dell’impresa Di Assicurazione. Tali Elementi Saranno Oggetto Di Valutazione Anche Tenuto Conto Del Livello Raggiunto Dalle Varie Imprese Di Assicurazione Nella Preparazione Al Nuovo Regime Di Vigilanza Che Sarà Introdotto Dal 2016 (Direttiva 2009/138 – Solvency II).

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L’allegato 1 Al Presente Documento Reca Il Testo Dello Schema Di Regolamento Oggetto Di Pubblica Consultazione Con Evidenza In Modalità Revisione Delle Modifiche Sopra Illustrate Che Si Intendono Apportare Nei Vari Articoli. 1

ALLEGATO 1 AL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE 9/2014

MODIFICHE AGLI ARTICOLI 8,9,11,17,21,23,27,30 Del

REGOLAMENTO N. 36 DEL 31 GENNAIO 2011

REGOLAMENTO CONCERNENTE LE LINEE GUIDA IN MATERIA DI INVESTIMENTI E DI ATTIVI A COPERTURA DELLE RISERVE TECNICHE DI CUI AGLI ARTICOLI 38, COMMA 2, 39, COMMA 3, 40, COMMA 3, 42, COMMA 3 E 191, COMMA 1, LETTERA D) DEL DECRETO LEGISLATIVO 7 SETTEMBRE 2005, N. 209 - CODICE DELLE ASSICURAZIONI PRIVATE.

MODIFICATO ED INTEGRATO DAL PROVVEDIMENTO ISVAP N. 2896 DEL 26 MAGGIO 2011, DAL PROVVEDIMENTO ISVAP N. 2992 DEL 18 LUGLIO 2012 E DAL PROVVEDIMENTO IVASS N. 17 DEL 15 APRILE 2014.

LE MODIFICHE O INTEGRAZIONI SONO RIPORTATE IN CORSIVO.

[Omissis]

Capo III – Delibera Quadro Sugli Investimenti

Art. 8

(Oggetto Della Delibera)

1. La Politica Degli Investimenti È Oggetto Di Una Specifica Delibera Quadro Adottata Dall’organo Amministrativo E Rivista Almeno Una Volta L’anno Che Impartisce, In Funzione Della Natura, Della Portata E Della Complessità Dei Rischi Inerenti All’attività Svolta1, Le Linee Guida In Materia Di Investimenti, Tenendo Conto Dei Requisiti E Dei Limiti Fissati Dal Decreto E Dal Presente Regolamento. Tale Delibera, Che Tiene Conto Del Profilo Di Rischio Delle Passività Detenute Per Assicurare La Gestione Integrata Di Attivo E Passivo, Contiene Almeno I Seguenti Elementi:

A) Determinazione Della Politica Strategica Degli Investimenti, In Termini Di Composizione Del Portafoglio Investimenti Di Medio-Lungo Periodo;

B) Definizione Delle Categorie Di Investimento E Dei Relativi Limiti In Relazione All’area Geografica, Ai Mercati, Ai Settori, Alle Controparti E Alle Valute Di Denominazione;

C) Limiti Di Tolleranza Allo Scostamento Dai Limiti Fissati Alla Lettera B);

D) Definizione Dei Limiti Di Concentrazione Per Singolo Emittente O Per Gruppo;

E) Definizione Dei Criteri Di Selezione Degli Investimenti, Ivi Inclusa L’indicazione Delle Condizioni Alle Quali L’impresa Può Impegnare O Prestare Attivi2, Nonché Dei Limiti E Delle Condizioni Relative Alle Operazioni Consentite Sui Titoli In Portafoglio;

F) Limiti E Condizioni All’investimento In Categorie Di Attivi Caratterizzati Da Una Scarsa Liquidità O Per I Quali Non È Possibile Disporre Di Valutazioni Affidabili Ed Indipendenti;

G) Indicazioni Sulle Metodologie Di Valutazione E Di Misurazione Dei Rischi D’investimento Definite Nell’ambito Del Processo Di Gestione Dei Rischi;

H) Tempistica Delle Analisi Sull’andamento Degli Investimenti E Tempistica Dell’informativa All’organo Amministrativo;

1 Comma Modificato Dalla Lettera A) Del Comma 1 Dell’articolo 41 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

2 Lettera Modificata Dalla Lettera B) Del Comma 1 Dell’articolo 41 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014. 2

I) Individuazione Delle Caratteristiche Essenziali, In Termini Qualitativi E Quantitativi, Dei Comparti Relativi Agli Investimenti Ad Utilizzo Durevole E Non Durevole, Al Fine Dell’assegnazione Dei Titoli Nei Rispettivi Comparti. In Particolare, Sono Specificate Le Linee Guida Per Operare La Classificazione Dei Titoli Del Comparto Durevole E Non Durevole In Conformità Con Quanto Previsto Nell’articolo 14;

J) Politiche Generali Di Impiego Degli Strumenti Finanziari Derivati, Ivi Compresi I Prodotti Strutturati, Che Tengano Conto Della Complessiva Situazione Economica, Patrimoniale E Finanziaria, Attuale E Prospettica, Dell’impresa. In Particolare Sono Specificate Le Finalità, Le Modalità Operative E I Limiti Di Utilizzazione, Ivi Incluso Il Livello Di Tolleranza Ai Rischi Sulle Posizioni Assunte E Sul Complessivo Portafoglio Gestito, Tenendo Conto Delle Correlazioni Esistenti Tra Gli Strumenti Medesimi E Le Attività/Passività Detenute.

2. Le Linee Di Indirizzo Fissate Nella Delibera Di Cui Al Comma 1 Sono Formalizzate E Rese Note A Tutti Coloro Che Operano Nell’area Investimenti E Nelle Altre Aree Ad Essa Connesse.

3. L’impresa Che Intende Investire I Propri Attivi In Finanziamenti Diretti, Di Cui All’articolo 38, Comma 2, Del Decreto Integra La Delibera Quadro Di Cui Al Comma 1 Includendovi Un Piano Di Attività Che Contenga Almeno I Seguenti Elementi:

A) La Descrizione Delle Modalità In Cui I Finanziamenti Diretti Contribuiscono Alla Determinazione Della Politica Strategica Degli Investimenti, Nel Rispetto Dei Principi Generali In Materia Di Investimenti Di Cui All’articolo 4;

B) Le Modalità Di Attuazione Dell’attività Di Finanziamento, Se In Via Diretta O Con L’ausilio, Nella Fase Di Selezione, Di Una Banca O Di Un Intermediario Finanziario Iscritto Nell’albo Di Cui All’articolo 106 Del Decreto Legislativo 1 Settembre 1993, N. 385 E Successive Modificazioni. Qualora L’impresa Si Avvalga Dell’ausilio Di Una Banca O Di Un Intermediario Finanziario, Il Piano Specifica Il Livello E La Qualità Dell’ausilio, In Particolare In Termini Di Livello E Permanenza Temporale Dell’interesse Economico Mantenuto Nell’operazione Dalla Banca O Dall’intermediario;

C) La Struttura Organizzativa E Gestionale Realizzata All’interno Dell’impresa Di Assicurazione Per L’avvio Ed Il Monitoraggio Nel Tempo Dell’attività Di Finanziamento E Delle Relative Esposizioni;

D) I Criteri Per La Selezione Dei Prenditori Dei Finanziamenti Diretti, Per La Concessione E Gestione Dei Finanziamenti Diretti Nonché Le Modalità E La Periodicità Della Revisione Di Tali Criteri Alla Luce Dell’andamento Dell’attività. Tali Criteri Definiscono, Tra L’altro:

I) Il Merito Creditizio Dei Prenditori Dei Fondi,

Ii) La Forma Giuridica E La Fascia Dimensionale Dei Prenditori Dei Fondi,

Iii) I Settori Di Attività E L’area Geografica In Cui Essi Operano,

Iv) La Durata E La Finalità Dei Finanziamenti;

V) La Previsione Di Eventuali Garanzie E Clausole Contrattuali (C.D. “Covenants”) A Sostegno Della Recuperabilità Degli Importi Oggetto Di Finanziamento.

Qualora L’impresa Si Avvalga Dell’ausilio Di Una Banca O Di Un Intermediario Finanziario Ai Sensi Del Precedente Punto B), I Criteri Di Selezione Sono Formalizzati Nel Contratto Che Regola I Rapporti Tra L’impresa E La Banca O Intermediario Finanziario, Unitamente Alla Modalità E Periodicità Della Loro Revisione Alla Luce Dell’andamento Dell’attività; 3

E) Definizione Dei Limiti Per L’attività Di Investimento In Finanziamenti Nonché Dei Limiti Di Concentrazione Per Singolo Emittente O Per Gruppo Dei Prenditori Di Finanziamenti, Nell’ambito Dei Limiti Massimi Previsti Dal Presente Regolamento E Dai Provvedimenti Di Carattere Particolare Emanati Dall’istituto Ai Sensi Del Comma 3 Dell’articolo 9 Ovvero Dell’articolo 30. L’impresa Definisce I Limiti Per L’attività Di Investimento In Finanziamenti Tenendo Conto Anche Del Livello Di Copertura Del Margine Di Solvibilità.

Art. 9

(Obblighi Informativi E Poteri Dell’ivass)

1. Le Imprese Trasmettono All’ivass, Entro 15 Giorni Dalla Relativa Adozione, Una Copia Del Verbale Contenente La Delibera Di Cui All’articolo 8. Entro I Medesimi Termini Sono Trasmesse All’ivass Le Successive Modifiche.

2. Il Piano Di Attività Di Cui Al Comma 3 Dell’articolo 8 Viene Inviato All’ivass 90 Giorni Prima Della Sua Adozione. L’impresa Il Cui Piano Di Attività Rispetta Le Condizioni Indicate Negli Articoli 17 E 21 Per La Gestione Vita, Ovvero 23 E 27 Per La Gestione Non Vita, Può Procedere All’esercizio Dell’attività Nei Limiti Previsti Dai Menzionati Articoli.

3. L’IVASS Valuta I Contenuti Del Piano Alla Luce Della Coerenza Con La Strategia Di Investimenti Dell’impresa, Con Le Caratteristiche Degli Impegni A Fronte Dei Quali L’investimento In Finanziamenti È Attuato E Con Il Livello Di Patrimonializzazione Dell’impresa Di Assicurazione, Con Particolare Riferimento Al Livello Di Copertura Del Margine Di Solvibilità. A Tale Riguardo, L’ivass Fa Riferimento All’esistenza Di Una Sufficiente Eccedenza Degli Elementi Costitutivi Del Margine Di Solvibilità Rispetto Al Margine Di Solvibilità Richiesto, Tenuto Conto Delle Misurazioni Di Assorbimento Di Capitale Per I Finanziamenti Diretti Oggetto Di Valutazione, Da Attuare Nel Quadro Del Futuro Regime Di Vigilanza Definito Dalla Direttiva 2009/138/UE (Solvency II). L’IVASS Valuta Inoltre Il Piano In Relazione Alla Sua Coerenza Con Il Sistema Di Gestione Dei Rischi In Essere Presso L’impresa, Tenendo Anche Conto Dell’attività Di Preparazione Da Questa Posta In Essere Per L’entrata In Vigore Di Solvency II. Nella Valutazione Del Piano, L’ivass Pone Particolare Attenzione Al Livello Ed Alla Permanenza Temporale Dell’interesse Economico Trattenuto Dalla Banca O Dall’intermediario Finanziario Eventualmente Coinvolto Nel Piano.

4. All’esito Della Valutazione Di Cui Al Comma 3, L’ivass, Entro Il Termine Di Cui Al Comma 2, Può Imporre Condizioni O Limiti Quantitativi All’attività In Finanziamento Pari O Inferiori A Quelli Previsti Negli Articoli 17 E 21 Per La Gestione Vita (Ovvero Negli Articoli 23 E 27 Per La Gestione Non Vita) Ovvero Può Inibire L’utilizzo Di Tali Investimenti Per La Copertura Delle Riserve Tecniche. Qualora, A Giudizio Di IVASS, Le Condizioni Previste Dal Decreto Non Siano Verificate, L’impresa Non Dà Corso All’attività Di Investimento In Finanziamenti.

Titolo II – Sistema Dei Controlli Interni E Gestione Dei Rischi Sugli Investimenti

Art. 10

(Sistema Dei Controlli Interni Sull’area Patrimoniale E Finanziaria)

1. Fermo Quanto Disposto Dal Regolamento ISVAP N. 20 Del 26 Marzo 2008, Le Attività Di Controllo Interno Dell’area Patrimoniale E Finanziaria Riguardano, Almeno I Seguenti Profili:

A) Verifiche Indipendenti Sui Prezzi E Sui Tassi Comunicati Ed Applicati Dagli Operatori Esterni;

B) Conformità Delle Transazioni Ai Termini E Alle Condizioni Di Mercato Prevalenti;

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C) Conformità Dell’attività D’investimento Ai Criteri Di Investimento E Di Esposizione Al Rischio Definiti Nei Regolamenti Dei Contratti Assicurativi Dei Rami Vita Di Cui All’articolo 2, Comma 1, Del Decreto, Anche Nel Caso In Cui La Gestione Del Patrimonio Sia Affidata A Soggetti Terzi.

2. L’impresa Prevede La Produzione Di Report Tempestivi Sull’attività Di Investimento Da Cui Risulta In Maniera Esauriente L’operatività Posta In Essere.

3. I Report Periodici All’alta Direzione, La Cui Frequenza È Funzione Della Dimensione, Natura E Complessità Dell’attività Svolta, Includono Informazioni Almeno Sui Seguenti Aspetti:

A) Descrizione Dell’attività Di Investimento Posta In Essere Nel Periodo Di Riferimento;

B) Investimenti In Essere Distintamente Per Tipologia Di Attivo, Con Separata Evidenza Delle Posizioni Aperte In Strumenti Finanziari Derivati E Dei Finanziamenti Diretti Di Cui All’articolo 38, Comma 2, Del Decreto, Specificando, In Tale Ultimo Casoper Le Posizioni Aperte In Strumenti Finanziari Derivati, Gli Attivi O I Portafogli Utilizzati Per La Loro Copertura, Ai Sensi Dell’articolo 13, Comma 2, Lettera B);

C) Passività In Essere Alla Fine Di Ciascun Periodo Di Riferimento;

D) Esposizione Creditizia Per Controparti.

4. L’alta Direzione Riporta All’organo Amministrativo, Secondo La Modalità E La Frequenza Da Quest’ultimo Stabilite, Sulle Risultanze Dell’attività Di Investimento, Sul Monitoraggio Delle Esposizioni Ai Rischi Nonché Sull’efficacia E Adeguatezza Della Gestione Finanziaria.

Art. 11

(Sistema Di Gestione Dei Rischi Di Investimento)

1. Fermo Quanto Disposto Dal Regolamento ISVAP N. 20 Del 26 Marzo 2008, Le Imprese Si Dotano Di Sistemi Informativi E Di Tecniche Di Analisi Che Permettono Di Valutare I Rischi Di Investimento Assunti; Il Livello Di Complessità Di Tali Sistemi È Commisurato Alla Portata3 E Alla Natura Delle Esposizioni.

3 Comma Modificato Dalla Lettera A) Del Comma 1 Dell’articolo 42 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

4 Comma Modificato Dalla Lettera B) Del Comma 1 Dell’articolo 42 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

5 Comma Inserito Dalla Lettera C) Del Comma 1 Dell’articolo 42 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

2. Specifiche Procedure Di Analisi Prospettiche Quantitative Sono Previste Per Le Attività Di Investimento Maggiormente Rischiose O Di Natura Non Ricorrente4 E Comunque Per I Rischi Derivanti Dall’investimento In:

A) Strumenti Finanziari Derivati, Ivi Inclusi I Prodotti Strutturati;

B) Titoli Di Debito Derivanti Da Operazioni Di Cartolarizzazione;

C) OICR Non Armonizzati, Fondi Riservati E Fondi Speculativi.

2-Bis Con Riferimento Alle Operazioni Di Cartolarizzazione, L’impresa Assicura La Piena Comprensione Dei Rischi Dell’investimento E L’allineamento Dei Propri Interessi Con Quelli Del Soggetto Erogatore O Promotore Degli Strumenti.5

2-Ter Prima Di Realizzare Ogni Attività D’investimento Di Natura Occasionale, Le Imprese Devono Valutare Almeno La Propria Capacità Di Gestire L’investimento, I Rischi Specifici Ad Esso Correlati, La Sua Coerenza Con Gli Interessi Dei Beneficiari E Degli Assicurati, Nonché 5

L’impatto Dell’investimento Sulla Qualità, Sicurezza, Liquidità, Redditività Disponibilità Dell’intero Portafoglio Gestito.6

6 Comma Inserito Dalla Lettera D) Del Comma 1 Dell’articolo 42 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

7 Comma Aggiunto Dal Provvedimento N. 2992 Del 18 Luglio 2012 E Successivamente Modificato Dalle Lettere E) Ed F) Del Comma 1 Dell’articolo 42 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

8 Comma Aggiunto Dal Provvedimento N. 2992 Del 18 Luglio 2012.

9 Comma Aggiunto Dal Provvedimento N. 2992 Del 18 Luglio 2012.

10 Lettera Inserita Dal Provvedimento N. 2992 Del 18 Luglio 2012 E Successivamente Modificata Dall’articolo 43 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

2-Quater Con Riguardo Ai Finanziamenti Diretti, Le Imprese Sviluppano Adeguate Politiche Di Misurazione E Gestione Del Rischio Di Credito, Nella Fase Iniziale Di Erogazione E Fino Alla Scadenza Dell’operazione. Le Analisi Effettuate In Attuazione Delle Suddette Politiche Costituiscono Anche Un Utile Supporto Sia Per La Classificazione Secondo La Qualità Sia Per La Corretta Valutazione In Bilancio Dei Finanziamenti Diretti Nonché Per La Loro Eventuale Cancellazione.

3. Le Imprese, Per La Valutazione Del Grado Di Sicurezza Dei Propri Investimenti, Oltre Al Possibile Utilizzo Di Informazioni Fornite Da Soggetti Terzi, Quali Istituzioni Finanziarie, Gestori Di Capitali E Agenzie Di Rating Del Credito, Adottano Propri Strumenti E Tecniche Per La Valutazione Autonoma Del Rischio Di Credito, Inteso Come Il Rischio Di Perdita Derivante Da Oscillazioni Del Merito Creditizio Dei Soggetti Nei Confronti Dei Quali Le Medesime Sono Esposte. Nell’ambito Di Tale Valutazione Le Imprese Definiscono I Principali Indicatori Del Rischio Tenendo Conto Della Propria Politica Di Gestione Dei Rischi D’investimento, Della Strategia D’impresa E Dell’affidabilità Dei Soggetti Incaricati Della Custodia Degli Attivi7.

4. In Relazione Alla Necessità Di Valutare Compiutamente Il Rischio Di Investimento In Presenza Di Attivi Complessi, Quali Strumenti Finanziari Derivati, Strutturati E OICR, Le Imprese Effettuano Un’attenta Valutazione Degli Stessi Anche Attraverso L'analisi Degli Attivi Sottostanti E Dei Gestori Dei Fondi. Una Compiuta Valutazione Del Rischio Di Investimento È Altresì Necessaria In Presenza Di Mercati Caratterizzati Da Un Contenuto Livello Di Trasparenza8.

5. Le Imprese Limitano L’investimento Ai Soli Attivi Per I Quali Sia Possibile Identificare, Misurare, Monitorare E Gestire I Relativi Rischi9.

Art. 12

(Attività Della Funzione Di Risk Management Nell’area Patrimoniale E Finanziaria)

1. Nell’ambito Della Gestione Patrimoniale E Finanziaria, La Funzione Di Risk Management:

A) Concorre Alla Definizione Del Sistema Di Gestione Dei Rischi Di Investimento E Dei Limiti Di Investimento Assegnati Alle Strutture Operative;

B) Concorre Alla Definizione Dei Limiti Di Allocazione Degli Investimenti Di Cui All’articolo 6, Comma 1, Lettera A) E Ne Valuta Periodicamente L’adeguatezza, Anche Sulla Base Di Analisi Di Stress Test, Verificando Che Le Scelte Di Investimento Siano Appropriate In Relazione Agli Scenari Prefigurati;

C) Definisce Le Metodologie Da Impiegare Per La Valutazione Delle Attività Finanziarie E Del Relativo Grado Di Sicurezza, Con Particolare Riguardo Agli Attivi Complessi10;

D) Predispone La Reportistica Nei Confronti Dell’organo Amministrativo, Dell’alta Direzione E Delle Strutture Operative Circa L’evoluzione Dei Rischi E La Violazione Dei Limiti Operativi Dell’area Patrimoniale E Finanziaria.

6

2. La Funzione Di Risk Management Informa Periodicamente Del Suo Operato L’alta Direzione E L’organo Amministrativo. A Tal Fine Fornisce Informazioni Aggregate E Di Dettaglio Che Permettono Di Valutare La Sensibilità Dell’impresa Ai Cambiamenti Delle Condizioni Di Mercato E Degli Altri Fattori Di Rischio Legati All’investimento; Specifiche Informazioni Sono Fornite Sull’esposizione In Strumenti Finanziari Derivati.

3. La Frequenza Dell’informativa Deve Essere Tale Da Consentire Agli Organi Aziendali Di Apprezzare Tempestivamente L’evoluzione Delle Esposizioni E Dei Rischi Gravanti Sul Patrimonio Aziendale Nonché Le Relative Conseguenze Sulla Solvibilità.

[Omissis]

PARTE III

Disposizione In Materia Di Copertura Delle Riserve Tecniche

Titolo I – Disposizioni In Materia Di Copertura Delle Riserve Tecniche Dell’assicurazione Diretta Sulla Vita Di Cui All’articolo 36 Del Decreto

[Omissis]

Art. 17

(Categoria A - Investimenti)

1. La Categoria È Suddivisa Nelle Seguenti Macroclassi:

A1) Titoli Di Debito Ed Altri Valori Assimilabili

La Macroclasse Comprende Titoli Di Stato, Obbligazioni, Obbligazioni Convertibili Ed Altri Valori Classificabili Nel Comparto Obbligazionario, Inclusi Quelli A Tasso Di Interesse Variabile, Il Cui Rendimento È Indicizzato In Base Ad Un Parametro Predeterminato Nonché I Titoli Strutturati A Condizione Che Prevedano Almeno Il Rimborso A Scadenza Del Capitale Investito. La Macroclasse Comprende Altresì I Titoli Di Debito Relativi Ad Operazioni Di Cartolarizzazione Che, Oltre A Rispettare Le Condizioni Previste Per I Titoli Strutturati, Abbiano Il Più Elevato Grado Di Priorità Nell’emissione E Siano In Possesso Di Un Rating Della Categoria Investment Grade, Secondo La Scala Di Classificazione Relativa Ad Investimenti Medio E Lungo Termine, Rilasciato Da Almeno Una Primaria Agenzia Di Rating, A Condizione Che Nessun’altra Agenzia Primaria Abbia Attribuito Una Valutazione Inferiore.

La Macroclasse È Composta Dalle Seguenti Classi Di Attività:

A1.1a) Titoli Emessi O Garantiti Da Stati Membri Dell’unione Europea O Appartenenti All’ocse Ovvero Emessi Da Enti Locali O Da Enti Pubblici Di Stati Membri O Da Organizzazioni Internazionali Cui Aderiscono Uno O Più Di Detti Stati Membri, Negoziati In Un Mercato Regolamentato.

A1.1b) Titoli Emessi O Garantiti Da Stati Membri Dell’unione Europea O Appartenenti All’ocse Ovvero Emessi Da Enti Locali O Da Enti Pubblici Di Stati Membri O Da Organizzazioni Internazionali Cui Aderiscono Uno O Più Di Detti Stati Membri, Non Negoziati In Un Mercato Regolamentato.

A1.2a) Obbligazioni Od Altri Titoli Assimilabili Negoziati In Un Mercato Regolamentato. 7

La Classe Comprende Anche I Prodotti Strutturati Ed I Titoli Di Debito Relativi Ad Operazioni Di Cartolarizzazione, Negoziati In Un Mercato Regolamentato.

A1.2b) Obbligazioni Od Altri Titoli Assimilabili Non Negoziati In Un Mercato Regolamentato, Emessi Da Società O Enti Creditizi Aventi La Sede Legale In Uno Stato Membro Dell’unione Europea O Appartenenti All’ocse, Il Cui Bilancio Sia Certificato Da Parte Di Una Società Di Revisione Debitamente Autorizzata.

La Classe Comprende Anche I Certificati Di Deposito E I Depositi Bancari In Qualsiasi Forma Che Prevedano Prelevamenti Soggetti A Limiti Di Tempo Superiori A 15 Giorni Nonché I Prodotti Strutturati Ed I Titoli Di Debito Relativi Ad Operazioni Di Cartolarizzazione, Non Negoziati In Un Mercato Regolamentato.

A1.2c) Obbligazioni Ed Altri Titoli Di Debito Emessi Ai Sensi Dell’articolo 157, Comma 1, Del D.Lgs. 163/2006 Da Società Di Progetto Di Cui All’articolo 156, Da Società Titolari Di Un Contratto Di Partenariato Pubblico Privato Ai Sensi Dell’articolo 3, Comma 15-Ter, Del Medesimo Decreto, Concessionarie Di Lavori Pubblici Per La Realizzazione E La Gestione Di Infrastrutture Stradali, Ferroviarie, Portuali, Aeroportuali, Ospedaliere, Delle Telecomunicazioni E Della Produzione E Trasporto Di Energia E Fonti Energetiche, Nonché Da Società Di Cui All’articolo 157, Comma 4, Del D.Lgs. 163/2006, Il Cui Bilancio Sia Sottoposto A Certificazione Da Parte Di Una Società Di Revisione Debitamente Autorizzata.

La Classe Comprende Le Obbligazioni E Gli Altri Titoli Di Debito Che Siano Garantiti Ai Sensi Dell’articolo 157, Comma 3, Del D.Lgs. 163/2006.

Tali Attività Sono Ammesse Nel Limite Massimo Del 3% Delle Riserve Tecniche Da Coprire11.

11 Classe Di Attività Aggiunta Dal Provvedimento N. 2992 Del 18 Luglio 2012.

12 Classe Di Attività Aggiunta Dalla Lettera A) Del Comma 1 Dell’articolo 46 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

A1.2d) Obbligazioni, Cambiali Finanziarie E Titoli Similari Ai Sensi Dell’art. 32, Comma 26-Bis, Del Decreto Legge 22 Giugno 2012 N. 83, Anche Se Non Destinati Ad Essere Negoziati In Un Mercato Regolamentato O In Sistemi Multilaterali Di Negoziazione E Anche Se Privi Di Rating.

La Classe Comprende Le Obbligazioni, Cambiali Finanziarie E Titoli Similari Emessi Da Società Non Emittenti Strumenti Finanziari Rappresentativi Del Capitale Quotati In Mercati Regolamentati O In Sistemi Multilaterali Di Negoziazione, Diverse Dalle Banche E Dalle Micro Imprese.

Tali Attività Sono Ammesse Nel Limite Massimo Del 3% Delle Riserve Tecniche Da Coprire12.

A1.3) Altre Obbligazioni O Titoli Assimilabili, Diversi Da Quelli Indicati Ai Punti Precedenti, Purché Con Scadenza Residua Inferiore All'anno.

A1.4) Quote Di OICR Armonizzati.

La Classe Comprende Le Quote Di OICR Armonizzati Che Investono Prevalentemente Nel Comparto Obbligazionario. Le Quote Di OICR Armonizzati Per Le Quali Non È Possibile Determinare Con Certezza L’investimento Prevalente Sono Ricomprese Nella Classe A3.3).

A1.5) Pronti Contro Termine, Con Obbligo Di Riacquisto E Di Deposito Dei Titoli.

Tali Operazioni Rispettano Le Seguenti Condizioni:

 Hanno Ad Oggetto Titoli Ammissibili A Copertura Delle Riserve Tecniche;

 Sono Concluse Con Una Banca Avente La Sede Legale In Uno Stato Appartenente All’ocse, Una SIM, Una Società Finanziaria Iscritta Nell’elenco Speciale Di Cui All’articolo 107 Del Testo Unico Bancario Ovvero Con Società Svolgenti Analoghe Attività, Soggette Ad Equivalente Regolamentazione Dello Stato Membro Di Appartenenza;

 Hanno Una Durata Non Superiore A 6 Mesi.

8

Tali Attivi Possono Essere Destinati A Copertura Delle Riserve Tecniche Entro Il Limite Massimo Del 20% Delle Riserve Tecniche Da Coprire.

A1.8) Ratei Attivi Per Interessi Su Titoli Idonei Alla Copertura Delle Riserve Tecniche.

La Classe Comprende I Ratei Attivi Relativi Agli Interessi Su Titoli Destinati Alla Copertura Delle Riserve Tecniche Alla Data Di Riferimento Degli Schemi Per Le Comunicazioni Periodiche Di Cui All’articolo 42, Comma 3, Del Decreto.

A1.9) Titoli Di Debito Relativi Ad Operazioni Di Cartolarizzazione Realizzate Mediante La Sottoscrizione O L'acquisto Di Obbligazioni E Titoli Similari Ovvero Cambiali Finanziarie, Esclusi Comunque Titoli Rappresentativi Del Capitale Sociale, Titoli Ibridi E Convertibili, Anche Se Non Destinati Ad Essere Negoziati In Un Mercato Regolamentato O In Sistemi Multilaterali Di Negoziazione E Anche Se Privi Di Rating. La Classe Comprende Anche I Titoli Di Debito Rappresentativi Di Operazioni Di Cartolarizzazione Aventi Ad Oggetto Gli Strumenti Finanziari Di Cui Alla Classe A1.2d). Gli Strumenti Finanziari Inclusi Nella Presente Classe Non Sono Soggetti Ai Requisiti Di Rating Previsti Per I Titoli Di Cartolarizzazione Di Cui Al Precedente Punto A1). Tali Attività Sono Ammesse Nel Limite Massimo Del 5% Delle Riserve Tecniche Da Coprire13.

13 Classe Di Attività Aggiunta Dalla Lettera B) Del Comma 1 Dell’articolo 46 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

A2) Prestiti

La Macroclasse È Composta Dalle Seguenti Classi Di Attività:

A2.1) Mutui E Prestiti Fruttiferi Garantiti Da Ipoteche O Da Garanzie Bancarie O Assicurative, O Da Altre Idonee Garanzie Prestate Da Enti Locali Territoriali.

Non Sono Ammessi A Copertura Delle Riserve Tecniche Mutui E Prestiti Garantiti Da Imprese Di Assicurazione O Banche Controllate, Controllanti O Sottoposte Al Controllo Del Medesimo Soggetto Controllante L’impresa.

Il Mutuo È Contenuto Nel Limite Del 60% Del Valore Dell’immobile. L’ipoteca A Garanzia Dei Mutui È Di Primo Grado.

Le Garanzie Bancarie O Assicurative Sono Rappresentate Da Fideiussioni Che Prevedono La Clausola Di Pagamento “A Prima Richiesta E Senza Eccezioni”.

A2.2) Finanziamenti Diretti Concessi Nei Confronti Di Soggetti Diversi Dalle Persone Fisiche E Dalle Microimprese.

Sono Compresi In Questa Classe I Finanziamenti Per I Quali:

A) I Prenditori Dei Finanziamenti Siano Individuati Da Una Banca O Da Un Intermediario Finanziario Iscritto Nell’albo Di Cui All’articolo 106 Del Decreto Legislativo 1° Settembre 1993, N. 385;

B) La Banca O L’intermediario Finanziario Trattenga Una Percentuale Del Finanziamento Non Inferiore Al 50% Fino Alla Scadenza Dell’operazione;

C) L’impresa E La Banca O Intermediario Finanziario Siano Titolari Degli Stessi Diritti, Nei Confronti Dei Prenditori Dei Finanziamenti, Con Riguardo Al Pagamento Degli Interessi Ed Alla Restituzione Del Capitale;

D) I Finanziamenti Siano Concessi A Soggetti Dotati Di Elevato Merito Creditizio (Investment Grade);

E) Il Bilancio Dell’impresa Destinataria Del Finanziamento Sia Certificato Da Parte Di Una Società Di Revisione Debitamente Autorizzata; 9

F) Il Valore Del Singolo Finanziamento Non Superi, Per La Quota Di Pertinenza Dell’impresa, Il 20% Del Patrimonio Netto Dell’impresa Destinataria Del Finanziamento;

G) Il Valore Del Singolo Finanziamento Non Superi, Per La Quota Di Pertinenza Dell’impresa, L’1% Delle Riserve Tecniche Dell’impresa Di Assicurazione.

Sono Altresì Compresi In Questa Classe I Finanziamenti Per I Quali L’impresa Esercita In Via Autonoma L’attività Di Individuazione Dei Prenditori A Seguito Della Specifica Autorizzazione Ricevuta Dall’ivass Ai Sensi Dell’articolo 30 Del Presente Regolamento.

Sono Altresì Compresi In Questa Classe I Finanziamenti Per I Quali L’attività Di Selezione Del Prenditore È Esercitata Da Una Banca O Da Un Intermediario Finanziario E Per I Quali Non Ricorrono I Requisiti Di Cui Ai Precedenti Punti Da A) A G), Qualora L’impresa Abbia Adottato La Delibera Di Cui All’articolo 8 Come Integrata Dal Piano Di Cui Al Comma 3 Dello Stesso Articolo, Abbia Effettuato La Comunicazione Del Piano All’ivass E Che Sia Decorso Il Tempo Previsto Dall’articolo 9 Comma 2 Senza Che L’ IVASS Abbia Adottato Provvedimenti Di Carattere Particolare. In Tal Caso:

I) Il Limite Di Cui Al Precedente Punto G) È Ridotto A 0,5% Delle Riserve Tecniche;

Ii) L’impresa Non Può Investire Nella Classe A2.2) Più Del 3% Delle Proprie Riserve Tecniche.

A2.3) Finanziamenti Indiretti Concessi Per Il Tramite Della Sottoscrizione Di Titoli Di Debito Emessi A Fronte Di Operazioni Di Cartolarizzazione Di Cui All’articolo 1, Comma 1-Ter, Della Legge 30 Aprile 1999, N. 190.

***

Gli Attivi Compresi Nelle Classi Di Attività A2.2) E A2.3) Sono Complessivamente Ammessi Nel Limite Massimo Del 10% Delle Riserve Tecniche Da Coprire.

Gli Attivi Assistiti Da Garanzie Sono Esclusi, Limitatamente Alla Quota Coperta Da Garanzia, Dal Computo Dei Suddetti Limiti E Sono Ammessi Nel Limite Massimo Previsto Per L’intera Categoria.

Le Attività Della Macroclasse A2) Sono Complessivamente Ammesse Nel Limite Massimo Del 20% Delle Riserve Tecniche Da Coprire.

[Omissis]

Art. 21

(Limiti Comuni A Più Classi Di Attività)

1. E’ Fatto Divieto Alle Imprese Di Investire Gli Attivi A Copertura Delle Riserve Tecniche Per Più Del:

A) 5% Del Loro Ammontare Lordo Totale Nelle Seguenti Attività Complessivamente Considerate:

 Azioni, Obbligazioni, Titoli Assimilabili E Altri Strumenti Del Mercato Monetario Di Cui All’articolo 17, Classi A1.2a), A1.2b) Con Esclusione Dei Depositi Bancari Con

10

Prelevamenti Soggetti A Limiti Di Tempo, A1.2d), A1.3), A1.5), A1.9)14, A2.2) (Limitatamente Alla Parte Non Assistita Da Garanzie), A2.3), A3.1a) Ed A3.1b) Relativi Ad Una Stessa Impresa, Sempre Che Il Valore Dell’investimento Non Superi Il 20% Del Capitale Sociale Della Società Emittente. Per Valore Dell’investimento Si Intende Il Valore Nominale Dello Stesso;

 Mutui E Prestiti Di Cui All’articolo 17, Macroclasse A2), Concessi Ad Uno Stesso Mutuatario, Considerati Globalmente, Diversi Da Quelli Erogati Ad Una Autorità Statale, Regionale O Locale, O Ad Un’organizzazione Internazionale Cui Aderiscono Uno O Più Stati Membri.

14 Punto Modificato Dalla Lettera A) Del Comma 1 Dell’articolo 47 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

15 Lettera Modificata Dalla Lettera B) Del Comma 1 Dell’articolo 47 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

16 Comma Modificato Dalla Lettera C) Del Comma 1 Dell’articolo 47 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

Tale Limite Può Essere Elevato Al 10% Se L’impresa Non Investe Più Del 40% Delle Riserve Tecniche In Prestiti O In Titoli Corrispondenti Ad Emittenti Ed A Mutuatari Nei Quali Investa Più Del 5% Dei Suoi Attivi.

B) 10% Del Loro Ammontare Lordo Totale In Azioni, Titoli Equiparabili Ad Azioni Od Obbligazioni Di Cui All’articolo 17, Classi A1.1b), A1.2b) Con Esclusione Dei Depositi Bancari Con Prelevamenti Soggetti A Limiti Di Tempo, A1.2d), A1.3), A1.9), A2.2), A2.3), A3.1b), A5.2a) Ed A5.2b). Con Riguardo Alle Classi A1.2d) E A1.9), Ai Fini Di Detto Limite Si Considerano I Soli Titoli Non Negoziati In Un Mercato Regolamentato O In Sistemi Multilaterali Di Negoziazione.15

2. Gli Investimenti Di Cui All’articolo 17, Classi A1.2b), A1.2d)16, A1.3), A2) Ed A3.1b) Relativi Ad Imprese Controllate, Controllanti O Sottoposte Al Controllo Del Medesimo Soggetto Controllante L’impresa, Con Esclusione Delle Imprese Di Assicurazione, Banche E Società Di Investimento Aventi Sede Legale In Uno Stato Membro, Sono Ammessi Nel Limite Massimo Del 10% Delle Riserve Tecniche Da Coprire.

[Omissis]

Titolo II – Disposizioni In Materia Di Copertura Delle Riserve Tecniche Dell’assicurazione Diretta Diversa Dall’assicurazione Sulla Vita Di Cui All’articolo 37 Del Decreto

Art. 23

(Categoria A - Investimenti)

1. La Categoria È Suddivisa Nelle Seguenti Macroclassi:

A1) Titoli Di Debito Ed Altri Valori Assimilabili

La Macroclasse Comprende Titoli Di Stato, Obbligazioni, Obbligazioni Convertibili Ed Altri Valori Classificabili Nel Comparto Obbligazionario, Inclusi Quelli A Tasso Di Interesse Variabile, Il Cui Rendimento È Indicizzato In Base Ad Un Parametro Predeterminato Nonché I Titoli Strutturati A Condizione Che Prevedano Almeno Il Rimborso A Scadenza Del Capitale Investito. La Macroclasse Comprende Altresì I Titoli Di Debito Relativi Ad Operazioni Di Cartolarizzazione Che, Oltre A Rispettare Le Condizioni Previste Per I Titoli Strutturati, Abbiano Il Più Elevato Grado Di Priorità Nell’emissione E Siano In Possesso Di Un Rating Della Categoria Investment Grade, Secondo La Scala Di Classificazione Relativa Ad Investimenti Medio E Lungo Termine, Rilasciato Da Almeno Una Primaria Agenzia Di Rating, A Condizione Che Nessun’altra Agenzia Primaria Abbia Attribuito Una Valutazione Inferiore. 11

Tali Attività, Unitamente A Quelle Incluse Nella Classe Di Attività A5.1a), Sono Complessivamente Ammesse Nel Limite Massimo Dell’85% Delle Riserve Tecniche Da Coprire.

La Macroclasse È Composta Dalle Seguenti Classi Di Attività:

A1.1a) Titoli Emessi O Garantiti Da Stati Membri Dell’unione Europea O Appartenenti All’ocse Ovvero Emessi Da Enti Locali O Da Enti Pubblici Di Stati Membri O Da Organizzazioni Internazionali Cui Aderiscono Uno O Più Di Detti Stati Membri, Negoziati In Un Mercato Regolamentato.

A1.1b) Titoli Emessi O Garantiti Da Stati Membri Dell’unione Europea O Appartenenti All’ocse Ovvero Emessi Da Enti Locali O Da Enti Pubblici Di Stati Membri O Da Organizzazioni Internazionali Cui Aderiscono Uno O Più Di Detti Stati Membri, Non Negoziati In Un Mercato Regolamentato.

A.1.2a) Obbligazioni Od Altri Titoli Assimilabili Negoziati In Un Mercato Regolamentato;

La Classe Comprende Anche I Prodotti Strutturati Ed I Titoli Di Debito Relativi Ad Operazioni Di Cartolarizzazione, Negoziati In Un Mercato Regolamentato.

A.1.2b) Obbligazioni Od Altri Titoli Assimilabili Non Negoziati In Un Mercato Regolamentato, Emessi Da Società O Enti Creditizi Aventi La Sede Legale In Uno Stato Membro Dell’unione Europea O Appartenente All’ocse, Il Cui Bilancio Sia Certificato Da Parte Di Una Società Di Revisione Debitamente Autorizzata.

La Classe Comprende Anche I Certificati Di Deposito E I Depositi Bancari In Qualsiasi Forma, Che Prevedano Prelevamenti Soggetti A Limiti Di Tempo Superiori A 15 Giorni, Nonché I Prodotti Strutturati Ed I Titoli Di Debito Relativi Ad Operazioni Di Cartolarizzazione, Non Negoziati In Un Mercato Regolamentato.

A1.2c) Obbligazioni Ed Altri Titoli Di Debito Emessi Ai Sensi Dell’articolo 157, Comma 1, Del D.Lgs. 163/2006 Da Società Di Progetto Di Cui All’articolo 156, Da Società Titolari Di Un Contratto Di Partenariato Pubblico Privato Ai Sensi Dell’articolo 3, Comma 15-Ter, Del Medesimo Decreto, Concessionarie Di Lavori Pubblici Per La Realizzazione E La Gestione Di Infrastrutture Stradali, Ferroviarie, Portuali, Aeroportuali, Ospedaliere, Delle Telecomunicazioni E Della Produzione E Trasporto Di Energia E Fonti Energetiche, Nonché Da Società Di Cui All’articolo 157, Comma 4, Del D.Lgs. 163/2006, Il Cui Bilancio Sia Sottoposto A Certificazione Da Parte Di Una Società Di Revisione Debitamente Autorizzata.

La Classe Comprende Le Obbligazioni E Gli Altri Titoli Di Debito Che Siano Garantiti Ai Sensi Dell’articolo 157, Comma 3, Del D.Lgs. 163/2006.

Tali Attività Sono Ammesse Nel Limite Massimo Del 3% Delle Riserve Tecniche Da Coprire17.

17 Classe Di Attività Aggiunta Dal Provvedimento N. 2992 Del 18 Luglio 2012.

18 Classe Di Attività Aggiunta Dalla Lettera A) Del Comma 1 Dell’articolo 49 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

A1.2d) Obbligazioni, Cambiali Finanziarie E Titoli Similari Ai Sensi Dell’art. 32, Comma 26-Bis, Del Decreto Legge 22 Giugno 2012 N. 83, Anche Se Non Destinati Ad Essere Negoziati In Un Mercato Regolamentato O In Sistemi Multilaterali Di Negoziazione E Anche Se Privi Di Rating.

La Classe Comprende Le Obbligazioni, Cambiali Finanziarie E Titoli Similari Emessi Da Società Non Emittenti Strumenti Finanziari Rappresentativi Del Capitale Quotati In Mercati Regolamentati O In Sistemi Multilaterali Di Negoziazione, Diverse Dalle Banche E Dalle Micro Imprese.

Tali Attività Sono Ammesse Nel Limite Massimo Del 3% Delle Riserve Tecniche Da Coprire18. 12

A1.3) Altre Obbligazioni O Titoli Assimilabili, Diversi Da Quelli Indicati Ai Punti Precedenti, Purché Con Scadenza Residua Inferiore All'anno.

A1.4) Quote Di OICR Armonizzati.

La Classe Comprende Le Quote Di OICR Armonizzati Che Investono Prevalentemente Nel Comparto Obbligazionario. Le Quote Di OICR Armonizzati Per Le Quali Non È Possibile Determinare Con Certezza L’investimento Prevalente, Sono Ricomprese Nella Classe A3.2).

A1.5) Pronti Contro Termine, Con Obbligo Di Riacquisto E Di Deposito Dei Titoli.

Tali Operazioni Rispettano Le Seguenti Condizioni:

 Hanno Ad Oggetto Titoli Ammissibili A Copertura Delle Riserve Tecniche;

 Sono Concluse Con Una Banca Avente La Sede Legale In Uno Stato Appartenente All’ocse, Una SIM, Una Società Finanziaria Iscritta Nell’elenco Speciale Di Cui All’articolo 107 Del Testo Unico Bancario Ovvero Con Società Svolgenti Analoghe Attività, Soggette Ad Equivalente Regolamentazione Dello Stato Membro Di Appartenenza;

 Hanno Una Durata Non Superiore A 6 Mesi.

Tali Attivi Possono Essere Destinati A Copertura Delle Riserve Tecniche Entro Il Limite Massimo Del 20% Delle Riserve Tecniche Da Coprire.

A1.8) Ratei Attivi Per Interessi Su Titoli Idonei Alla Copertura Delle Riserve Tecniche.

La Classe Comprende I Ratei Attivi Relativi Agli Interessi Su Titoli Destinati Alla Copertura Delle Riserve Tecniche Alla Data Di Riferimento Degli Schemi Per Le Comunicazioni Periodiche Di Cui All’articolo 42, Comma 3, Del Decreto.

A1.9) Titoli Di Debito Relativi Ad Operazioni Di Cartolarizzazione Realizzate Mediante:

- La Sottoscrizione E L'acquisto Di Obbligazioni E Titoli Similari, Esclusi Comunque Titoli Rappresentativi Del Capitale Sociale, Titoli Ibridi E Convertibili, Da Parte Della Società Per La Cartolarizzazione Dei Crediti Emittente I Titoli. La Classe Comprende Operazioni Di Cartolarizzazione Aventi Ad Oggetto Gli Strumenti Finanziari Di Cui Al Precedente Punto A1.2d). Gli Strumenti Finanziari Inclusi Nella Presente Classe Non Sono Soggetti Ai Requisiti Di Rating Previsti Per I Titoli Di Cartolarizzazione Di Cui Al Precedente Punto A1). Tali Attività Sono Ammesse Nel Limite Massimo Del 5% Delle Riserve Tecniche

Da Coprire.19

19 Classe Di Attività Aggiunta Dalla Lettera B) Del Comma 1 Dell’articolo 49 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

A2) Prestiti

La Macroclasse È Composta Dalle Seguenti Classi Di Attività

A2.1) Mutui E Prestiti Fruttiferi Garantiti Da Ipoteche O Da Garanzie Bancarie O Assicurative, O Da Altre Idonee Garanzie Prestate Da Enti Locali Territoriali.

Non Sono Ammessi A Copertura Delle Riserve Tecniche Mutui E Prestiti Garantiti Da Imprese Di Assicurazione O Banche Controllate, Controllanti O Sottoposte Al Controllo Del Medesimo Soggetto Controllante L’impresa.

Il Mutuo È Contenuto Nel Limite Del 60% Del Valore Dell’immobile. L’ipoteca A Garanzia Dei Mutui È Di Primo Grado.

Le Garanzie Bancarie O Assicurative Sono Rappresentate Da Fideiussioni Che Prevedono La Clausola Di Pagamento “A Prima Richiesta E Senza Eccezioni”.

A2.2) Finanziamenti Diretti Concessi Nei Confronti Di Soggetti Diversi Dalle Persone Fisiche E Dalle Microimprese. 13

Sono Compresi In Questa Classe I Finanziamenti Per I Quali:

A) I Prenditori Dei Finanziamenti Siano Individuati Da Una Banca O Da Un Intermediario Finanziario Iscritto Nell’albo Di Cui All’articolo 106 Del Decreto Legislativo 1° Settembre 1993, N. 385;

B) La Banca O L’intermediario Finanziario Trattenga Una Percentuale Del Finanziamento Non Inferiore Al 50% Fino Alla Scadenza Dell’operazione;

C) L’impresa E La Banca O Intermediario Finanziario Siano Titolari Degli Stessi Diritti, Nei Confronti Dei Prenditori Dei Finanziamenti, Con Riguardo Al Pagamento Degli Interessi Ed Alla Restituzione Del Capitale;

D) I Finanziamenti Siano Concessi A Soggetti Dotati Di Elevato Merito Creditizio (Investment Grade);

E) Il Bilancio Dell’impresa Destinataria Del Finanziamento Sia Certificato Da Parte

F) Il Valore Del Singolo Finanziamento Non Superi, Per La Quota Di Pertinenza Dell’impresa, Il 20% Del Patrimonio Netto Dell’impresa Destinataria Del Finanziamento;

G) Il Valore Del Singolo Finanziamento Non Superi, Per La Quota Di Pertinenza Dell’impresa, L’1% Delle Riserve Tecniche Dell’impresa Di Assicurazione.

Sono Altresì Compresi In Questa Classe I Finanziamenti Per I Quali L’impresa Esercita In Via Autonoma L’attività Di Individuazione Dei Prenditori A Seguito Della Specifica Autorizzazione Ricevuta Dall’ivass Ai Sensi Dell’articolo 30 Del Presente Regolamento.

Sono Altresì Compresi In Questa Classe I Finanziamenti Per I Quali L’attività Di Selezione Del Prenditore È Esercitata Da Una Banca O Da Un Intermediario Finanziario E Per I Quali Non Ricorrono I Requisiti Di Cui Ai Precedenti Punti Da A) A G), Qualora L’impresa Abbia Adottato La Delibera Di Cui All’articolo 8 Come Integrata Dal Piano Di Cui Al Comma 3 Dello Stesso Articolo, Abbia Effettuato La Comunicazione Del Piano All’ivass E Che Sia Decorso Il Tempo Previsto Dall’articolo 9 Comma 2 Senza Che L’ IVASS Abbia Adottato Provvedimenti Di Carattere Particolare. In Tal Caso:

A) Il Limite Di Cui Al Precedente Punto G) È Ridotto A 0,5% Delle Riserve Tecniche;

B) L’impresa Non Può Investire Nella Classe A2.2) Più Del 3% Delle Proprie Riserve Tecniche.

A2.3) Finanziamenti Indiretti Concessi Per Il Tramite Della Sottoscrizione Di Titoli Di Debito Emessi A Fronte Di Operazioni Di Cartolarizzazione Di Cui All’articolo 1, Comma 1-Ter, Della Legge 30 Aprile 1999, N. 190.

***

Gli Attivi Compresi Nelle Classi Di Attività A2.2) E A2.3) Sono Complessivamente Ammessi Nel Limite Massimo Del 10% Delle Riserve Tecniche Da Coprire.

Gli Attivi Assistiti Da Garanzie Sono Esclusi, Limitatamente Alla Quota Coperta Da Garanzia, Dal Computo Dei Suddetti Limiti E Sono Ammessi Nel Limite Massimo Previsto Per L’intera Categoria. 14

Le Attività Della Macroclasse A)2 Sono Complessivamente Ammesse Nel Limite Massimo Del 20% Delle Riserve Tecniche Da Coprire.

[Omissis]

Art. 27

(Limiti Comuni A Più Classi Di Attività)

1. E’ Fatto Divieto Alle Imprese Di Investire Gli Attivi A Copertura Delle Riserve Tecniche Per Più Del:

A) 5% Del Loro Ammontare Lordo Totale Nelle Seguenti Attività Complessivamente Considerate:

 Azioni, Obbligazioni, Titoli Assimilabili E Altri Strumenti Del Mercato Monetario Di Cui All’articolo 23, Classi A1.2a), A1.2b), Con Esclusione Dei Depositi Bancari Con Prelevamenti Soggetti A Limiti Di Tempo, A1.2d), A1.3), A1.5), A1.9),20 A2.2) (Limitatamente Alla Parte Non Assistita Da Garanzie), A2.3), A3.1a) Ed A3.1b) Relativi Ad Una Stessa Impresa, Sempre Che Il Valore Dell’investimento Non Superi Il 20% Del Capitale Sociale Della Società Emittente. Per Valore Dell’investimento Si Intende Il Valore Nominale Dello Stesso;

 Mutui E Prestiti Di Cui All’articolo 23, Macroclasse A2), Concessi Ad Uno Stesso Mutuatario, Considerati Globalmente, Diversi Da Quelli Erogati Ad Una Autorità Statale, Regionale O Locale, O Ad Un’organizzazione Internazionale Cui Aderiscono Uno O Più Stati Membri.

20 Punto Modificato Dalla Lettera A) Del Comma 1 Dell’articolo 50 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

21 Lettera Modificata Dalla Lettera B) Del Comma 1 Dell’articolo 50 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

22 Comma Modificato Dalla Lettera C) Del Comma 1 Dell’articolo 50 Del Provvedimento IVASS N. 17 Del 15 Aprile 2014.

Tale Limite Può Essere Elevato Al 10% Se L’impresa Non Investe Più Del 40% Delle Riserve Tecniche In Prestiti O In Titoli Corrispondenti Ad Emittenti Ed A Mutuatari Nei Quali Investa Più Del 5% Dei Suoi Attivi.

B) 10% Del Loro Ammontare Lordo Totale In Azioni, Titoli Equiparabili Ad Azioni Od Obbligazioni Di Cui All’articolo 23, Classi A1.1b), A1.2b), Con Esclusione Dei Depositi Bancari Con Prelevamenti Soggetti A Limiti Di Tempo, A1.2d), A1.3), A1.9), A2.2), A2.3), A3.1b), A5.2a) Ed A5.2b). Con Riguardo Alle Classi A1.2d) E A1.9), Ai Fini Di Detto Limite Si Considerano I Soli Titoli Non Negoziati In Un Mercato Regolamentato O In Sistemi Multilaterali Di Negoziazione.21

2. Gli Investimenti Di Cui All’articolo 23, Classi A1.2b), A1.2d)22, A1.3), A2) Ed A3.1b) Relativi Ad Imprese Controllate, Controllanti O Sottoposte Al Controllo Del Medesimo Soggetto Controllante L’impresa, Con Esclusione Delle Imprese Di Assicurazione, Banche E Società Di Investimento Aventi Sede Legale In Uno Stato Membro, Sono Ammessi Nel Limite Massimo Del 10% Delle Riserve Tecniche Da Coprire.

[Omissis] 15

Titolo III – Disposizioni Comuni In Materia Di Ammissibilità E Di Valutazione Degli Attivi A Copertura Delle Riserve Tecniche Di Cui Agli Articoli 36 E 37 Del Decreto

Capo I – Criteri Di Investimento E Di Valutazione

[Omissis]

Art. 30

(Inosservanza Delle Disposizioni E Poteri Dell’ivass)

1. Le Attività Diverse Da Quelle Indicate Nei Titoli I E II O Le Cui Caratteristiche Non Soddisfino I Criteri Di Investimento E Di Valutazione Di Cui All’articolo 28, Non Sono Considerate Idonee Alla Copertura Delle Riserve Tecniche, Così Come Le Quote In Eccesso Rispetto Ai Limiti Massimi Stabiliti Nei Predetti Titoli.

2. L’IVASS, Ove Accerti Che Per Uno O Più Attivi Destinati Alla Copertura Delle Riserve Tecniche Non Siano State Osservate Le Regole Previste Dai Titoli I E II, Comunica All’impresa L’impossibilità Degli Stessi Ad Essere Destinati, In Tutto O In Parte, A Copertura Delle Riserve Tecniche.

3. In Circostanze Eccezionali E Su Motivata Richiesta Dell’impresa, L’ivass Può Autorizzare, In Via Temporanea:

I) Investimenti In Categorie Di Attivi Diverse Da Quelle Indicate Nei Titoli I E II;

Ii) Investimenti Nelle Categorie Di Attivi Indicate Nei Titoli I E II, Entro Limiti Più Ampi Di Quelli Indicati Nei Predetti Titoli.

L’autorizzazione, Che Può Riferirsi Ad Un Singolo Investimento Ovvero A Un Complesso Di Investimenti, È Rilasciata Dall’ivass Avuto Riguardo A:

A) La Capacità Dell’impresa Di Valutare E Gestire Il Rischio Connesso All’investimento (O Al Complesso Degli Investimenti) Prospettato (Prospettati) Dall’impresa;

B) La Coerenza Con I Limiti Fissati Dall’organo Amministrativo Ai Sensi Del Precedente Articolo 8, Comma 1, Lettere B) E C);

C) Il Grado Di Coerenza Degli Investimenti Con Gli Impegni Derivanti Dalle Riserve Tecniche;

D) La Salvaguardia Del Patrimonio, Anche In Un’ottica Di Medio-Lungo Periodo.

3 Bis Ai Sensi Del Comma 3, Su Motivata Richiesta Dell’impresa, L’ivass, Entro Il Medesimo Termine Di Cui All’articolo 9 Comma 2, Può Autorizzare L’esercizio Autonomo Dell’attività Di Individuazione Dei Prenditori Dei Finanziamenti Diretti, In Deroga Alle Previsioni Di Cui All’art 38, Comma 2, Lettere A) E B) Del Decreto. La Richiesta Dell’impresa È Corredata Dal Piano Di Cui All’articolo 8, Comma 3. L’IVASS Ne Valuta I Contenuti Alla Luce Dei Criteri Di Cui Al Comma 3 Del Presente Articolo, Tenendo Anche Conto Del Livello Di Copertura Del Margine Di Solvibilità. A Tale Riguardo, L’ivass Fa Riferimento All’esistenza Di Una Sufficiente Eccedenza Degli Elementi Costitutivi Del Margine Di Solvibilità Rispetto Al Margine Di Solvibilità Richiesto, Tenuto Conto Delle Misurazioni Di Assorbimento Di Capitale Per I Finanziamenti Diretti Oggetto Di Valutazione, Da Attuare Nel Quadro Del Futuro Regime Di Vigilanza Definito Dalla Direttiva 2009/138/UE (Solvency II). Nella Valutazione, L’ivass Considera Anche L’attività Di Preparazione Posta In Essere Dall’impresa Per L’entrata In Vigore Di Solvency II Nonché La Sussistenza Di Presidi Per La Gestione Ed Il Controllo Del Rischio Di Credito Che Tengano Conto Delle Corrispondenti Previsioni Vigenti Nel Regime Prudenziale Bancario Nonché Delle Migliori Pratiche Vigenti Nel Settore Bancario. 16

3 Ter All’esito Della Valutazione Di Cui Al Comma 3 Bis, L’ivass Può Non Rilasciare L’autorizzazione, Motivandone Le Ragioni, Ovvero Rilasciarla Imponendo Limiti Quantitativi All’attività Pari O Inferiori A Quelli Previsti Agli Articoli 17 E 21 Per Gestione Vita Ed Agli Articoli 23 E 27 Per La Gestione Danni.

4. In Caso Di Attivi Che Rappresentano Un Investimento In Una Società Controllata, Che Per Conto Dell’impresa Di Assicurazione Ne Gestisce In Tutto O In Parte Gli Investimenti, L’ivass, Nel Verificare La Corretta Applicazione Delle Norme E Dei Principi Di Cui Ai Titoli I E II, Tiene Conto Degli Attivi Sottostanti Detenuti Dalla Società Controllata.

5. L’IVASS Può Non Tener Conto, Ai Fini Della Copertura Delle Riserve Tecniche, Della Cessione Dei Rischi In Riassicurazione A Determinate Imprese Aventi La Sede Legale In Stati Terzi Che Non Abbiano Istituito Un Proprio Rappresentante Nel Territorio Della Repubblica O Nel Territorio Di Un Altro Stato Membro. La Decisione Dell’ivass È Motivata Esclusivamente Da Valutazioni Attinenti Alla Solvibilità Delle Imprese Riassicuratrici.

[Omissis]

ALLEGATO 2 AL DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE 9/2014

Art. 38, Comma 2 CAP Come Modificato Dal DL Competitività In Sede Di Conversione (In Rosso I Cambiamenti Recati In Sede Di Conversione).

L'impresa Può Coprire Le Riserve Tecniche Esclusivamente Con Le Categorie Di Attivi, Compresi Gli Strumenti Finanziari Derivati E Finanziamenti Concessi Nei Confronti Di Soggetti Diversi Dalle Persone Fisiche E Dalle Microimprese, Come Definite Dall'articolo 2, Paragrafo 1, Dell'allegato Alla Raccomandazione 2003/361/CE Della Commissione Europea1 Che Sono Ammessi Nel Regolamento2 Adottato Dall'isvap. L'Istituto Stabilisce, Nel Medesimo Regolamento, Le Tipologie, Le Modalità, I Limiti Di Impiego E Le Relative Quote Massime Nel Rispetto Delle Disposizioni Previste Dall'ordinamento Comunitario3 . Nel Caso Di Finanziamenti Concessi Nei Confronti Di Soggetti Diversi Dalle Persone Fisiche E Dalle Microimprese, L'ivass Stabilisce Condizioni E Limiti Operativi Tenendo Conto Dei Seguenti Criteri:

1 Decreto Competitività DL 24 Giugno 2014, N. 91.

2 Regolamento ISVAP N. 36 Del 31 Gennaio 2011.

3 Comma Modificato Dalla Lettera B) Del Comma 1 Dell’articolo 3, Decreto Legislativo 29 Febbraio 2008, N. 56.

A) I Prenditori Dei Finanziamenti Siano Individuati Da Una Banca O Da Un Intermediario Finanziario Iscritto Nell'albo Di Cui All'articolo 106 Del Decreto Legislativo 1° Settembre 1993, N. 385, E Successive Modificazioni;

B) La Banca O L'intermediario Finanziario Di Cui Alla Lettera A) Trattenga Un Significativo Interesse Economico Nell'operazione Un Interesse Economico Nell’operazione Pari Ad Almeno Il 5 Per Cento Del Finanziamento Concesso, Trasferibile Anche A Un’altra Banca O Intermediario Finanziario, Fino Alla Scadenza Dell'operazione;

C) Il Sistema Dei Controlli Interni E Gestione Dei Rischi Dell'impresa Sia Adeguato E Consenta Di Comprendere A Pieno I Rischi, In Particolare Di Credito, Connessi A Tale Categoria Di Attivi;

D) L'impresa Sia Dotata Di Un Adeguato Livello Di Patrimonializzazione.

L’esercizio Autonomo Dell’attività Di Individuazione Dei Prenditori Da Parte Dell’assicuratore, In Deroga Ai Criteri Di Cui Alle Lettere A) E B), È Sottoposto Ad Autorizzazione Dell’ivass. 2

Allegato 2 – Possibile Contenuto Del Piano Per L’attività In Finanziamenti

Il Piano Illustra:

A) Le Modalità In Cui I Finanziamenti Diretti Contribuiscono Alla Determinazione Della Politica Strategica Degli Investimenti;

B) La Struttura Organizzativa E Gestionale Realizzata Per L’avvio Ed Il Monitoraggio Nel Tempo Di Tale Attività (Es. Creazione Di Un Comitato Interno Per La Selezione Dei Fidi). Qualora L’attività Sia Attuata Con L’ausilio Di Una Banca/Intermediario Finanziario, Il Piano Dettaglia Le Modalità Di Coinvolgimento Della Banca/Intermediario Finanziario Nella Selezione Del Soggetto Da Finanziare Nonché Nel Mantenimento Di Un Significativo Interesse Economico (Livello E Durata);

C) I Criteri Che L’impresa Intende Seguire Per La Selezione Dei Prenditori Dei Finanziamenti Diretti, Effettuata O Meno Da Una Banca/Intermediario Finanziario. Tali Criteri Definiscono, Tra L’altro:

§ Il Merito Creditizio Dei Prenditori Dei Fondi,

§ La Loro Forma Giuridica E La Fascia Dimensionale,

§ I Settori Di Attività E L’area Geografica In Cui Essi Operano,

§ La Durata Dei Finanziamenti,

§ La Finalità Del Finanziamento E La Previsione Di Eventuali Garanzie E Clausole Contrattuali (Cd “Covenants”) Che Impongono Il Rispetto Di Determinate Condizioni

 

Documento di consultazione n. 9/2014

Regolamento n. 36 del 31 gennaio 2011 concernente le linee guida in materia di investimenti e di attivi a copertura delle riserve tecniche di cui agli articoli 38, comma 2, 39, comma 3, 40, comma 3, 42, comma 3 e 191, comma 1, lettera d) del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 - Codice delle Assicurazioni Private.

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